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Traduzioni |
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La Via della Montagna Vol. 2- APRILE 1965 - No. 2
Arunachala come Mandaladi Madguni Shambu Bhat
“ Vai intorno la montagna; questo è quel che il Maharshi soleva raccomandare”,disse un amico dell’Ashram con cui avevo parlato della mia intenzione di arrampicarmifin sulla cima.Sentì un brivido, come mi disse questo, e immediatamente seppi che era nel giusto. Per l’intero giorno ebbi la sensazione, su di me, di una presenza osservante. Rimasi in preghiera e ogni volta che chiudevo gli occhi in meditazione vedevo la faccia e gli occhi benevolidi Maharshi Ramana. Ero felicissimo di essere di nuovo al Ramanasramam, anche se avevo atteso tanto a lungo. Era il 28 maggio del 1964 e la mia prima visita era stata fatta sedici anni prima, verso il 31 maggio del 1948. Ero stato benedetto dal Saggio in un sognoa Dhari in Saurashtra, Gujerat, nel 1943 e ciò mi determinò a venire. Come posso descrivere il mio sentire quando, infine, lo incontrai faccia a faccia?Mossi un passo indietro senza fiato per la meraviglia e il rispetto e mi prostrai di fronte a lui. Potei restare all’Ashram per un solo giorno, ma il potente impulso spirituale che ricevei da lui continua tutt’ora a crescere in me. Così la mattina del 29 maggio del 1964 mi avviai per la pradakshina, camminando a piedi nudi intorno la collina. Era una mattina piacevole, con un vento fresco e il cielo nuvoloso. La strada era in buon stato, parte della via era asfaltata ma con una striscia di sabbia per camminarci sul lato, parte della via era di pietrisco. Appena uscì dall’Ashram iniziai a cantare il mantra che mi era stato rivelato la notte precedente, che cantava: Costantemente mi inchino a quella Regina della Rossa Montagna che sempre concede felicità. Camminavo solo gioiendo del panorama solitario, quando un abitante della zona mi raggiunse e mi accompagno per un miglio, parlando a tratti del più e del meno. Mi lasciò dopo che mi diressi su un ramo di strada che girava intorno alla collina enon la più larga strada per autobus che andava diritta. Quando ritornai a cantare il mantra era cambiato. Cantava adesso: Mi inchino a quella Regina dell’universo, la sposa del Signore Siva e Imperatrice della Rossa Montagna. Ero esultante e i miei sforzi di ritornare al mantra originale non ebbero successo.Mi sentivo come un onda nell’oceano. Raggiunsi il villaggio di Adiannamalai 1. Non Conoscevo il grande tempio che stava li con la parte posteriore verso strada. Sentì di entrare e avere il darshan,tutto per me, del Signore Annamali 2 e della sua sposa Ambika 3. Come stavo per uscire il prete di turno mi invitò a rimanere e rimasi, mentre lui celebrava la puja. Dopo aver ripreso la mia pradakshina divenni improvvisamente consapevole che il mantraera di nuovo cambiato e, questa volta, dal femminile al maschile . Adesso cantava : Mi inchino al quel Signore dell’universo che libera dalla rinascita come il Signore della Rossa Montagna. Avvolto nella beatitudine continuai a cantare questa nuova versione per tutto il resto della via fino a che arrivai al grande tempio di Tiruvannamalai, dove mi prostraidavanti il Signore e la sua Sposa. La puja si stava celebrando proprio quando arrivai. Presi la prasadam e mi avviai, per il rimanente miglio, avvolto nella devozione, rientrando alle 11 nella benevola ospitalità dell’Ashram. __________ 1- Significa “Antica Annamali”. 2- Un altro nome di “arunachala” e perciò “ Siva”. 3- La spoisa di Siva, conosciuta anche come Uma, Parvati, Unnamulai e Durga. Dopo aver riposato e fatto colazione iniziai a riflettere sulla mia pradakshina. Avevo udito che Arunachala è lo stesso Ardhanareshvara lingam. Fu per questo che, involontariamente, inizia a cantare la forma femminile del mantra sul lato occidentale della collina e la forma maschile sul lato orientale, cioè da Adiannamalai indietro per Tiruvannamali ? Per verificare ciò cercai una mappa del terreno della collina, la trovai al tempio, e fu una reale rivelazione trovare che i due tempi di Tiruvannamalai e Adiannamalaistanno alle due estremità dell’asse passante per il picco della collina su cui la lanterna è accesa ogni anno a Kartikai, come l’allegato schizzo mostra. Ad est della linea che li unisce la collina è Siva e ad ovest Ambika. Io non so esprimere l’amore e la benedizione con cui entrambimi abbracciarono durante la mia pradakshina. Mi inchino a loro di nuovo e ancora di nuovo. |
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© Pietro Mancuso ultima modifica 2005 |
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